Alcuni si chiedono: perché si chiama Orchestra Operaia?
Mio padre aveva un mini impresa, lui e tre uomini, tre operai. Piccoli lavori edili. Papà faceva le stesse cose che facevano loro e fra loro, c’era un immenso rispetto. Ricordo le pale ed i picconi, l’asfalto puzzolente (che successivamente uccise mio padre) e un rullo compressore che faceva un rumore infernale e spianava tutto.. Poi, sul sussidiario della scuola elementare, lessi la mia prima poesia, “la mano dell’operaio“.. poemetto aulico, sul valore del lavoro e della figura dell’Operaio. Da quel momento l’Operaio, ha rappresentato per me una icona di grande fascino. Forte, stabile, molto legato al fare oggettivo ma anche sano, sempre abbronzato, col fazzoletto in testa e la canottiera, bello e solare. Un bicchiere di vino e un bel pezzo di pane fragrante, una salsiccia sottolio e melanzane, nella pausa pranzo del cantiere, non mancavano mai.
In fondo, per formazione, i musicisti di Orchestra, sono degli Operai, molto specializzati. Chi, come me, è stato al conservatorio lo sa bene… Ognuno di loro fa un lavoro difficilissimo e nel quale eccelle… Solo chi suona, sa quanto è difficile eseguire un passo orchestrale, quanto controllo e sangue freddo ci vuole per eseguirlo, come un pilota che atterra o un chirurgo che opera a cuore aperto. O come un palista, che sposterà tonnellate di terra che potrebbero uccidere molte persone, senza fare nessun errore. L’Operaio è per me la migliore rappresentazione dell’ingegno umano e della capacità di eccellere in un settore.  Steve  Jobs, il calligrafo,  era un operaio al servizio della sua creatività, che ha inventato i tools per realizzare la fantasia sua e quella degli altri. L’operaio è il macchinista che muove la macchina del Dolly e fa realizzare la ripresa pazzesca al Direttore della Fotografia e al Regista,  l’Operaio è il fonico che vi fa ascoltare la mia orchestra al meglio..Ma anche i Grandi Maestri sono straordinari operai… L’operaio è Picasso, lordo del gesso e della fuliggine dei saldatori, che sistema dei ferracci nelle statue, è Rodin, che scava la roccia e si sozza di polvere di marmo, l’Operaio è Stravinsky che compone partiture con note colorate e segni grafici  che sembrano quadri e le sistema  come meccanismi di un orologio… Stravinsky è un orologiaio / operaio dei suoni.  Ellington è un pittore che, nell’ordinare le sue magie timbriche, opera come un operaio, ordinando il tutto nella miglior maniera possibile. l’Operaio è un Artista perché risolve problemi solo apparentemente secondari.. concorre al disegno finale in maniera importante e spesso sottovalutata… l’Operaio è anche quello che fa la differenza…è quel clarinettista della Sinfonica che suggerisce a Gershwin di iniziare la Rapsodia in Blue con un glissando e non dalla nota secca, cosa che il buon George, non aveva assolutamente pensato, ma che cambiò la sua vita. L’Operaio è quello che fa il glissato verso l’assoluto. E realizza il sogno.

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